Le Non Vacanze dell’Interno


nonvacanze1Quest’anno ero partita con mille progetti e un numero imprecisato di brochures che mi ero fatta spedire da tutti gli enti turistici conosciuti del Regno Unito.
L’intenzione era quella di passare le nostre prime vacanze estive girando alla scoperta di posti più o meno vicini a Londra. Continua a leggere

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2Cuori, una {ex} Vitellina e Londra: il primo anno da Expat


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11 Agosto 2012:

7 valigie, 3 biglietti di sola andata, una fifa blu abilmente nascosta sotto uno strato di adrenalina e positività tipico dell’inizio di una nuova avventura.
È cominciata così la nostra trasferta londinese.

E sono incredibilmente già passati 12 mesi. Continua a leggere

Neverending School


20130721-192255.jpgSembrava non voler finire mai e invece ci siamo:
Domani è l’ultimo giorno di scuola.
Per carità, la cosa che proprio non rimpiango sono i 95 giorni consecutivi di vacanza estive degli studenti italiani.
Anche perché, con i prezzi degli after school londinesi altro che mutuo!
È che non ci sono abituata. Continua a leggere

Metti un pomeriggio al Globe


globe4Nei mesi che mi separavano dal mio trasferimento a Londra, non facevo che pensare a tutte le cose che avrei potuto fare una volta arrivata qui.
Molti dei miei pensieri erano inevitabilmente di carattere libresco-musicale, lo confesso.
Perchè per me Londra è sinonimo di musicals (e forse non è un caso se sono andata a vivere così vicino al West End…) e letteratura. Continua a leggere

Compagni di classe


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E insomma, vi ho accennato nel post precedente che ho frequentato questo corso di Hospitality.

Va beh, ma perché proprio un corso del genere?

Vi spiego: da quando sono a Londra, mi sono iscritta al JobCentre, che è una specie di Centro per l’Impiego (con la differenza che questo funziona. A sentire i londinesi non va bene…ma avendo sperimentato la versione nostrana io mi accontento!).
Tutte le persone con le quali ho parlato mi dicevano:
Vai al JobCentre e chiedi il JSA (che in pratica e’ una sorta di disoccupazione).
Solo che c’erano due ma, ovvero:

  • Non mi sono trasferita qui per arraffare soldi dallo stato
  • Non avendo mai versato un contributo lavorativo in Uk…ma chi te la da la disoccupazione?

Anyway, alla fine ci sono comunque andata perché ho pensato che avrei almeno avuto indicazioni su come muovermi.
E infatti non percepisco soldi ma, nel corso dei mesi mi hanno sistemato il cv, mi hanno fatto un training su come sostenere un colloquio, mi hanno anche indirizzato verso i voluntary jobs.
Fino al giorno in cui mi hanno proposto di frequentare questo corso.
20130606-234000.jpgChe rappresentava una possibilità per ampliare il mio raggio d’azione lavorativa.
E, con il fatto di poter sostenere un training in un hotel mi sembrava anche un ottimo modo per capire come funziona da queste parti.
E così ho accettato e sono andata a fare l’assessment nella sede dove sarebbe iniziato il corso.
Un librone di test, da fare in un’ora per stabilire il livello.
E poi è iniziato.
I compagni d’avventura erano assai variegati e particolari:
Si passava dal 18enne fresco di diploma al 58enne ex manager rimasto a spasso.
Nel mezzo tante storie simili alla mia.
In alcuni casi la voglia di ricominciare era tanta.
In altri era soltanto una finzione…ma il mondo e’ bello perché è vario, no?
La tutor, una 27enne simpatica e assai alla mano e’ riuscita sempre (e a volte con una santa pazienza) ad avere l’attenzione di tutta la classe.
Lo ammetto: un po’ mi mancano le lezioni.
E il contatto con gli altri compagni.
Sarà che alla fine passo parte delle mie giornate in solitaria ed era un ottimo modo per socializzare.
O forse si tratta di quella voglia, mai sopita, di riprendere a studiare per dare un senso a tutti gli anni spesi all’Universita’.
Si, probabilmente e’ un mix delle due cose.
Ed e’ per questo motivo che non ho intenzione di perdere il momento.
Eh beh…sto facendo qualche giro informativo in alcuni colleges e università.
Mi sa tanto che a settembre Sara non sarà l’unica in famiglia ad avere dei compagni di classe!

Dalla Finestra


DallaFinestraQuesto post l’ho riscritto due volte.
La prima versione parlava dei miei lamenti riguardo la neve d’aprile di ieri, caduta su Londra.
Poi, però, me lo sono riletto.
E mi sono depressa ancora di più.
E allora, che si fa?
Si riscrive tutto da capo.
Cioè, intendiamoci:
Quello che vedo dalla finestra ora è di suo un filo deprimente (ma almeno non cadono fiocchi).
Però…
Ecco c’è un però. Continua a leggere

Dove eravamo rimasti?


sunny londonOh. Eccoci di nuovo a scrivere.
Riesco a trovare quei cinque minuti cinque di silenzio e calma in casa per potermi mettere al pc e raccogliere le idee.
La scorsa settimana verrà ricordata qui all’Interno londinese come la più rocambolesca e impegnata della (ancora per il momento) breve vita sociale della Saruccia. Continua a leggere

La marcia (pre-pasquale) dei pinguini


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Toh, e’ primavera.
Difficile accorgersene dando uno sguardo alle previsioni del tempo.
Lo so.
E’ una cosa comune un po’ a tutti ultimamente, non solo dalle mie parti.
Solo che continuo a non capacitarmi dei 2, -2, 0 gradi che mi stanno accompagnando nell’ultima settimana.
Anche la neve (pochina da noi per fortuna). Continua a leggere

Una settimana a misura di bambino


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La settimana che sta volgendo al termine e’ stata impegnativa.
La Saruccia era a casa per il break dell’half term (sapete, no? La scuola funziona per trimestri, a metà e fine di ogni trimestre ci sono le vacanze. A metà solitamente durano una settimana. I fine term coincidono con Natale, Pasqua e le vacanze estive, e quindi in questo caso durano 2 o 4 settimane).
E quindi stare con una 7enne in casa tutto il giorno e’ impensabile.

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