Ritorni


20131019-113400.jpg

Dice:

“Oh, ma che fine hai fatto?
Il blog non lo aggiorni più?”

Mi sono presa una pausa di riflessione…
No, piuttosto è mancanza di tempo, di voglia, anche di idee.
Il tutto mescolato sapientemente con il mare di contrattempi che la mia proverbiale {s}fortuna si diverte a regalarmi ad intervalli regolarissimi.
Ma eccomi.
Ci sono. Continua a leggere

Advertisements

Le Non Vacanze dell’Interno


nonvacanze1Quest’anno ero partita con mille progetti e un numero imprecisato di brochures che mi ero fatta spedire da tutti gli enti turistici conosciuti del Regno Unito.
L’intenzione era quella di passare le nostre prime vacanze estive girando alla scoperta di posti più o meno vicini a Londra. Continua a leggere

2Cuori, una {ex} Vitellina e Londra: il primo anno da Expat


20130811-091705.jpg
11 Agosto 2012:

7 valigie, 3 biglietti di sola andata, una fifa blu abilmente nascosta sotto uno strato di adrenalina e positività tipico dell’inizio di una nuova avventura.
È cominciata così la nostra trasferta londinese.

E sono incredibilmente già passati 12 mesi. Continua a leggere

LDN&ME: Crystal Palace Park


CPP1Quando si parla di Londra vengono sempre in mente i posti classici, quelli gettonati dai turisti (Westminster, Buckingham Palace, Harrods, Piccadilly Circus e compagnia bella).
E allora mi sono chiesta:

Se dovessi raccontare la mia avventura londinese attraverso dei luoghi, quali sceglierei?

Ed ecco il perchè di LDN&Me, l’ennesima nuova rubrica dell’Interno, stavolta più in stile guida turistica. Continua a leggere

Testa Spalla Baby One, Two Three


Quando ci siamo trasferiti a Londra avevo un’unica, grande preoccupazione:
Sara e l’inglese.
Perchè lei non conosceva che pochissime parole della nuova lingua.
Perchè ero consapevole del fatto che si sarebbe ritrovata a saltare un anno, passando dalla prima elementare italiana all’year 3 inglese.
E, quindi, i primi mesi sono stati parecchio difficili.
Per lei. Ma anche per noi. Continua a leggere

In ombra


20130624-113758.jpg

Questa mattina avevo programmato una recensione libresca di quelle leggere.
Il libro era uno di quelli che leggereste sotto l’ombrellone, mentre vi lasciate accarezzare dal calore del sole, magari buttando un occhio ai figli di tanto in tanto.
E invece ho deciso all’ultimo di non pubblicare.

Continua a leggere

Compagni di classe


20130606-233929.jpg

E insomma, vi ho accennato nel post precedente che ho frequentato questo corso di Hospitality.

Va beh, ma perché proprio un corso del genere?

Vi spiego: da quando sono a Londra, mi sono iscritta al JobCentre, che è una specie di Centro per l’Impiego (con la differenza che questo funziona. A sentire i londinesi non va bene…ma avendo sperimentato la versione nostrana io mi accontento!).
Tutte le persone con le quali ho parlato mi dicevano:
Vai al JobCentre e chiedi il JSA (che in pratica e’ una sorta di disoccupazione).
Solo che c’erano due ma, ovvero:

  • Non mi sono trasferita qui per arraffare soldi dallo stato
  • Non avendo mai versato un contributo lavorativo in Uk…ma chi te la da la disoccupazione?

Anyway, alla fine ci sono comunque andata perché ho pensato che avrei almeno avuto indicazioni su come muovermi.
E infatti non percepisco soldi ma, nel corso dei mesi mi hanno sistemato il cv, mi hanno fatto un training su come sostenere un colloquio, mi hanno anche indirizzato verso i voluntary jobs.
Fino al giorno in cui mi hanno proposto di frequentare questo corso.
20130606-234000.jpgChe rappresentava una possibilità per ampliare il mio raggio d’azione lavorativa.
E, con il fatto di poter sostenere un training in un hotel mi sembrava anche un ottimo modo per capire come funziona da queste parti.
E così ho accettato e sono andata a fare l’assessment nella sede dove sarebbe iniziato il corso.
Un librone di test, da fare in un’ora per stabilire il livello.
E poi è iniziato.
I compagni d’avventura erano assai variegati e particolari:
Si passava dal 18enne fresco di diploma al 58enne ex manager rimasto a spasso.
Nel mezzo tante storie simili alla mia.
In alcuni casi la voglia di ricominciare era tanta.
In altri era soltanto una finzione…ma il mondo e’ bello perché è vario, no?
La tutor, una 27enne simpatica e assai alla mano e’ riuscita sempre (e a volte con una santa pazienza) ad avere l’attenzione di tutta la classe.
Lo ammetto: un po’ mi mancano le lezioni.
E il contatto con gli altri compagni.
Sarà che alla fine passo parte delle mie giornate in solitaria ed era un ottimo modo per socializzare.
O forse si tratta di quella voglia, mai sopita, di riprendere a studiare per dare un senso a tutti gli anni spesi all’Universita’.
Si, probabilmente e’ un mix delle due cose.
Ed e’ per questo motivo che non ho intenzione di perdere il momento.
Eh beh…sto facendo qualche giro informativo in alcuni colleges e università.
Mi sa tanto che a settembre Sara non sarà l’unica in famiglia ad avere dei compagni di classe!