Voglia di routine

E insomma vi dicevo che abbiamo questa casa in questo quartiere assai calmo.La “dimora” ci attendeva ansiosa al nostro arrivo.
Questo perchè, una settimana prima della partenza, quando già l’Interno sembrava come l’esposizione Ikea in fase di preparazione (…), io ho preso un aereo (il più economico che sono riuscita a trovare…), ho pagato un hotel (idem come prima ma vicinissimo ad uno dei miei parchi preferiti, Clapham Common) e sono partita con un mini bagaglio alla volta di Londra.

Clapham Common Pond

Ovviamente con un discreto numero di appuntamenti prenotati da casa con un altrettanto discreto numero di agenzie immobiliari inglesi.
E la mia 4 giorni di ricerca è stata una vera e propria sfacchinata.
Ho macinato chilometri (e no, non è un eufemismo…ero partita con le scarpe da ginnastica, ma evidentemente ho maltrattato talmente tanto i miei piedi che, per i giorni successivi sono riuscita ad indossare solo sandali stile frate..e una volta tornata a casa mi sono dovuta pure comprare una crema che lenisse il gonfiore sulle dita dei piedi…no parliamone…), ho visto case che voi umani (e lo so, mi era capitato anche quando ho fatto la ricerca della casa in Italia)….

Piedi prima della sfacchinata…

Che già fatico ad accettare la mancanza del bidet (sono internescional ma da quel punto di vista sono italianissima)…e non amo la moquette.
Però, come si dice, quando una va di fretta, ha poco tempo per decidere, magari certe cose se le può pure far piacere (a tempo determinato, ovviamente).
C’è solo una cosa che proprio non sono riuscita a capire:
Ok, voi amate tanto sto benedetto carpet (la moquette, appunto)…ma vi piace così tanto da portarvela pure al bagno??

Ma torniamo alla ricerca.
Gran parte delle case viste erano carine (se escludiamo l’episodio della moquette in bagno, certo), un filino piccole (ma uno si deve adeguare agli standard inglesi dicheno).
E io sono stata brava perchè ho sempre chiesto info sulla vicinanza alle scuole, ai trasporti, a tutto il resto…
L’unico neo della ricerca era rappresentato dal fatto che sia io che il maritozzo, al momento dell’affitto, non avevamo un lavoro inglese.
Il che equivale a dire, niente garanzie.
E qui c’è un modo per affittare comunque una casa: pagare n mesi in anticipo.

Un’agenzia mi ha chiesto 12 mesi anticipati (“eh signora, ma poi per un anno non paga….”, azz…), una è scesa a 6, un’altra a 3 (ma le case che poteva proporre erano per una clientela di un certo livello, non so se mi spiego…).
E allora, onde non tornarmene proprio sconfitta a casa ho optato per una soluzione di mezzo:
un affitto di quelli a breve termine.
Si paga anticipato ma sono decisamente pochi mesi, più abbordabile, con meno vincoli rispetto all’altro…e con tutte le utenze comprese.
Che uno nel frattempo fa tutti i giri che deve fare e si cerca un lavoro.

E quindi noi siamo in questo grazioso posticino per 2 mesi.
Che io vorrei restarci, perchè un bambino qui vivrebbe decisamente più tranquillo che altrove.
Diciamo che qui i prezzi sono meno “popolari” che in altre zone…dove per popolari intendo alla portata del popolo eh…. 🙂
Speriamo di riuscire a trovare qualcosa di adatto per noi ad un prezzo decente ecco 🙂

Anche perchè la nostra routine quotidiana ci piace:
E’ bello (e rilassante) andarsene al parco (uno dei tanti che ci sono a portata di passeggiata) e, mentre Sara si diverte al playground (a proposito: ci sono delle giostre che da noi sul serio se le sognano…percorsi d’avventura che sono una meraviglia), io mi leggo uno dei tanti libri che mi sono portata (oppure che ho comprato in uno dei millemila charity shops…qui, i libri, te li tirano dietro…mi sembra di essere in paradiso, hehehehe)

Che poi la Saruccia, da quando siamo arrivati, ha una nuova fissa: il monopattino.
Perchè qui pare che non esista bambino, di ogni grandezza ed età che sia privo di monopattino.
Ce ne sono di due tipi: quello classico a due ruote (che, con un pochino di fortuna riesci a trovare anche ad un prezzo abbordabile) e quello a tre ruote che, nella versione con sopra la Union Jack (la bandiera britannica nevvero) arriva a costare cifre importanti.
Fortunatamente la sua voglia di monopattino era talmente tanta che si è accontentata di qualcosa di più economico.

Se lo porta ovunque: sui bus, al parco, nelle caffetterie, dal dottore…
La cosa difficile è convincerla a non starci su quando entra nei negozi.
E’ come se fosse un proseguimento delle sue gambe…
Ma lei è felice.
E noi speriamo che questa sua mania, prima o poi si affievolisca col tempo….!

E insomma, la nostra routine, al momento, ci porta in giro per parchi, all’inseguimento della Saruccia e del suo monopattino e alla scoperta di ogni angolino nascosto nei dintorni.
E dopo mesi di attese, programmi, corse, arrabbiature e stress, diciamocelo:
Questa è tutta la routine di cui abbiamo bisogno! 🙂

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5 thoughts on “Voglia di routine

  1. anche da noi il monopattino va molto, e non è molto costoso, diciamo che con 20-30 euro al decathlon lo trovi… (ma c’è il decathlon a Londra?)

    • Mi pare che un decathlon da qualche parte ci dovrebbe essere in effetti.
      Diciamo che il monopattino che andava bene per la sua età e per l’altezza costava già qualcosa in più, pero’ si ci sono anche quelli di fascia più bassa. I tre ruote invece, lasciamo stare va 🙂

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