Weekly Boook: L’uomo dei cerchi azzurri, Fred Vargas

Le mie giornate continuano ad essere all’insegna delle probabilità.
Avete presente, no?, il Monopoli?
In fondo è un po’ una sorta di versione giocabile della vita.
C’è chi ha tanti soldi e può permettersi di comprare Parco della Vittoria e chi, meno facoltoso, si deve accontentare di Vicolo Corto.

E poi ci sono quei due mucchietti di carte bicolori.
Gli imprevisti, che tutti sfuggono come la peste. Perchè sono, appunto, assai rognosi e per nulla simpatici.
Ma le Probabilità, ah sono la cosa più democratica che esista.
Perchè non conta avere tanti soldi o tante proprietà.
Li è tutta questione di fortuna.
Ti capita la carta giusta e…ti cambia la vita (o la partita, in quel caso…).

Ecco.
La mia vita è piena di tanti momenti, alcuni sono da dimenticare, altri da incorniciare.
E, tra un momento e l’altro, ci sono le probabilità.
Fatemi un favore:
Se vi capita di trovarne una, magari seminascosta in un angolino, non abbiate paura.

Prendetela.
Vivetela.
Cogliete l’attimo.

Il libro di questa settimana mi riporta al mio amato Commissario Adamsberg e a quella gran donna di Fred Vargas…ora scusate ma vado ad immergermi nella lettura…

L’uomo dei cerchi azzurri, Fred Vargas

Da quattro mesi i marciapiedi di Parigi riservano una sorpresa apparentemente innocua: grandi cerchi blu tracciati con il gesso, e al centro una serie di oggetti stravaganti: un trombone, una pinzetta, un vasetto di yogurt, una candela… I giornalisti indagano per sfamare l’interesse dei lettori e gli psicologi si dividono tra chi grida al maniaco, e chi ipotizza la burla. Adamsberg, però, non trova nulla di divertente nell’escalation dei cerchi: la sua fine psicologia di conoscitore del male gli lascia intuire che dietro l’apparente stramberia si nasconde qualcosa di morboso. E ben presto i fatti gli danno ragione: un’altra alba e un altro cerchio su un marciapiede, ma stavolta, al centro esatto, un corpo di donna. Parte così una corsa contro il tempo per fermare un assassino del quale si ignora letteralmente tutto.

Pensato da

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