Kung Fu Panda 2 – La recensione

Avete presente quando dovete fare una cosa e non riuscite mai a trovare 5 minuti per farla?
Ecco.
Questa recensione è un esempio assai lampante.
Perchè avrei potuto prepararla alla fine di dicembre…
Ma andiamo con ordine:
Qualche giorno prima del Natale sono stata invitata, insieme  ad altre blogger romane che fanno parte del Mamma Blogger Club, ad un pomeriggio con figli per vedere Kung Fu Panda 2, con annessa merenda e quattro chiacchiere (perchè se la piccola ciurma si diverte con animatore e cartoni, vogliamo far socializzare le mamme?). 🙂

E insomma, è stato un pomeriggio divertente e anche un filino liberatorio, se vogliamo.
Ma passiamo alla recensione tardiva.
Dei tre dvd ricevuti in dono quel giorno abbiamo deciso di recensire proprio questo perchè…beh, perchè è uno di quei cartoni che ci piace guardare insieme, magari accoccolate sul divano, con il mio portatile, una coperta.
Vicine vicine.
Tra una domanda e una risata.

La trama

Po, che oramai è il Guerriero Dragone, protegge la Valle della Pace insieme ai suoi amici, ovvero i Cinque Cicloni (Tigre, Vipera, Scimmia, Gru e Mantide).
Un giorno si ritrova a scontrarsi con un branco di lupi e nota uno stemma che gli procura una strana visione, facendolo distrarre e permettendo ai lupi di fuggire.
Quello  stemma  è il simbolo della casata di Lord Shen, un pavone bianco malvagio con il desiderio di sottomettere la Cina grazie alle sue scorte di polvere da sparo.
Ma Lord Shen conosce Po.
Perchè, anni prima, in seguito alla previsione di una divinatrice (che lo avvertiva che un panda lo avrebbe sconfitto), il pavone malvagio fece sterminare tutti i panda del regno.
I suoi genitori, a quel punto, furono costretti a mandarlo in esilio…e Shen giurò vendetta.

E Po? Beh dal giorno in cui ha visto lo stemma non riesce più a concentrarsi.
Potrà farlo solo trovando la pace interiore.
Ma per farlo deve ricostruire i pezzi del suo passato.
E lui, piano piano, ricorda.
Il giorno che i soldati di Shen arrivarono per sterminare i panda.
E sua madre che, per salvarlo, lo mise in una cesta di verdura.
Dove l’oca Ping lo trovò e si prese cura di lui.
Ora Po è pronto per combattere.
Contro Shen.
Per vendicarsi dei torti subiti in passato e per far tornare la serenità nella Valle.

Quello che mi piace di Kung Fu Panda 2 (e che mi aveva entusiasmato anche nel primo episodio) è il fatto che la storia, in qualche modo, nasconda una morale da apprendere.
Non è soltanto un cartone simpatico, con mosse di kung fu e battute divertenti.
E’, ad esempio, una storia che racconta come l’amore possa unire due persone a prima vista totalmente differenti, come un panda e un’oca, in un legame indissolubile che nemmeno il passato è in grado di spezzare.
O che l’amicizia quella vera (come quella tra Po e Tigre) può anche nascondersi dietro una maschera da duro…ma rivelarsi solida e indistruttibile.

Detto ciò io, la mia pace interiore sto cercando di trovarla.
Magari non mi imbarcherò nelle stesse battaglie di Po…
…ma penso che, per trovarla, in fondo, basta semplicemente guardarsi intorno con attenzione.
Potrebbe essere più vicina di ciò che si pensa.


Pensato da

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2 thoughts on “Kung Fu Panda 2 – La recensione

  1. beh… “pace interiore” è la frase che dico a Omar ogni volta che fa i capricci, e dal broncio mi sbotta sempre in una gran risata!!!

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