Writing Tuesday: Idea (308/365)

La pagina e’ bianca.
Vuota, come la sua testa.
Non e’ possibile– pensa – non puo’ essere possibile.

Nessun pensiero, nessun appiglio.
Tutta la sua creatività svanita in un lampo.
E senza una ragione apparente.

Eppure non aveva mai avuto nessun problema a trovare l’ispirazione.
Dopotutto era stata proprio la sua capacità nel creare storie a farle scegliere di diventare una scrittrice freelance.
Non esistevano ostacoli, ogni articolo, ogni racconto breve, ogni romanzo venivano pensati e confezionati in tempi record.
E la medesima capacità le aveva fatto trovare numerosi contratti come ghost writer.
Non che ne andasse fiera.
Ma, come si dice?
Il lavoro è lavoro.
E finchè le idee arrivavano così frequenti, tutto il lavoro era una pura passeggiata.

Ma non questa volta.
Prova ad alzarsi, a camminare avanti e indietro per la stanza.
Conta i passi, studia la forma delle mattonelle, le sfumature di colore.Poi si ferma, chiude gli occhi, gira su se stessa e li riapre.
La sala da pranzo è sempre la stessa.
La conosce a memoria.
Quel quadro li, sulla destra, bottino di un viaggio in Madagascar.

O il Narghilè preso in un piccolo bazar di Sidi Bou Said.
E’ tutto inutile – pensa – la mia mente continua a rimanere vuota.

Si dirige in cucina e apre la dispensa.
Ha bisogno di qualcosa che la rilassi, la metta dell’umore giusto.
Una bella tazza di the!

La scelta cade su una scatolina di the alla cannella.
Ha sempre amato il profumo di quella spezia.
Sua mamma, quando lei era bambina, preparava dolci in grande quantità utilizzando la cannella.

E per lei, quel profumo equivaleva a tornare a casa.
In un luogo sicuro. Confortevole. Conosciuto.
Dove i problemi restavano fuori dalla porta e tutto aveva un sapore invitante.
Era la casa dei suoi nonni.
La stessa dove lei e sua madre erano andate a vivere quando suo padre aveva deciso che no, la vita familiare non faceva per lui.

Lei aveva appena 5 anni quando la sua famiglia era diventata ufficialmente di due persone.
Sua madre non le aveva mai voluto spiegare cosa era successo. Nemmeno quando avrebbe avuto l’età giusta per capire.
Era stata sua nonna, una donna forte, cresciuta in un’epoca difficile e diventata adulta prima del tempo a raccontarle tutto:
L’incontro tra i suoi genitori era avvenuto quando sua madre era ancora una studentessa. Suo padre, che era più grande di dieci anni, lavorava in una ditta di trasporti.
Nonostante i dubbi espressi dalla nonna, sua madre non aveva voluto sentire ragioni e si era sposata con lui.

Quando era nata quella figlia, così piccola, vivace e difficile da gestire, erano iniziati i primi problemi.
Suo padre trovava sempre il modo di prendere lavori che lo portassero il più lontano possibile da casa.
A volte faceva ritorno dopo un mese. Ma non si fermava mai per più di una settimana.
Fino a che, un giorno, anzichè prendere la solita sacca, aveva preparato due grosse valigie, lasciato un rotolo di banconote sul tavolo della cucina accanto ad un biglietto che recitava

“Perdonami, se puoi. Voglio bene a te e forse anche a nostra figlia.”

ed era sparito per sempre dalle loro vite.

A quel punto era intervenuta la nonna, che le aveva accolte nella sua grande casa di campagna.
Una casa indistruttibile, sicura e piena di dolcezza.
Esattamente come sua nonna.

E la sua infanzia non era stata affatto male.
Cresciuta in una casa di sole donne (dopo che anche il nonno era venuto a mancare qualche anno più tardi).
Un luogo pieno di risate.
Dove anche sua madre, dopo un primo periodo difficile, era tornata la persona forte e sicura di un tempo.

E’ strano – pensò – come tutti questi ricordi mi siano tornati alla mente solo assaggiando un the alla cannella.

Fu allora che capì.
Aveva trovato l’idea.
Per quanto la riguardava, lo squallido romanzetto sui vampiri che le avevano commissionato per conto di una pseudo attricetta riciclatasi a scrittrice di successo (peccato che, a sorbirsi le notti insonni alla ricerca di storie splatter ma sensuali fosse un ghost writer e non lei) poteva anche essere rispedito al mittente.

Non lo avrebbe scritto.
Mai come in quel momento era stata così sicura di qualcosa.
Avrebbe rinunciato al contratto, anche se assai allettante (dal punto di vista economico).

Le sue idee, la sua nuova vita sarebbe cominciata da li:
Dal suo primo romanzo.
Una storia che parlava di donne, di momenti difficili, di scelte complicate.
Ma anche di sorrisi, di complicità.
Di cucina.
E di un pizzico di cannella.

Pensato da

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