Writing Tuesday: Rivelazioni (234/365)

Amo il gossip.
E’ più forte di me.
Ce l’ho nel dna.
Mi piace proprio il momento in cui si arriva a snocciolare i segreti più segreti di una persona.
O, almeno, si prova ad intuirli.
Il fatto è che, poi, a forza di parlare ti viene la curiosità di scoprire tutto, ma proprio tutto di quella tal persona.
Io sono fatta così.
Non so resistere.
Devo sapere.
E’ un po’ come quando un affamato si ingozza di cibo.
Ecco.
Io sono affamata di vita.
Ma di quella altrui.
E allora i pettegolezzi non mi bastano più.
<<Va bene, ma allora come plachi la tua sete di sapere?>> – vi domanderete.
Se avete la pazienza di ascoltare queste mie rivelazioni lo saprete.
Il mio lavoro mi porta ad essere in contatto con tante persone.
Sapete, essere una parrucchiera ha i suoi lati positivi, a volte.

Si incontrano un sacco di persone, si impara a conoscerne le abitudini e le piccole manie.
Come la Signora Smith, che viene in negozio ogni mercoledì, puntuale come un orologio svizzero, col suo completo a fiori che ricorda certi divani un po’ kitch, il cappellino con la veletta. E Dodo, il cagnolino spelacchiato e amante delle gambe di legno delle sedie.
Lei si siede, paziente, e aspetta il suo turno.
<<Una piega leggera>> – ci tiene a precisare ogni santo mercoledì – <<e mi raccomando: non esageri con la lacca! O sembrerò uno di quei manichini dei grandi magazzini!>>
Come se il suo ridicolo vestito non fosse già così appariscente!
Ma io sono una professionista.
Ed eseguo gli ordini senza discutere.
E piega leggera sia.
L’unica cosa positiva nel sopportare la megera è il fatto che lei adora parlare.
Di sé, soprattutto.
Ma anche delle sue strabilianti ricchezze.
Adoro fantasticare sul suo anello di smeraldi, quello che, pare, le sia stato donato dal principe in persona quando era poco più di una bambina. (di quale principe si stia parlando non ci è dato di sapere…ma fa il suo bell’effetto…).

<<Signorina, mi creda: da giovane ero una bellezza! Avevo la fila di giovanotti fuori dalla porta di casa dei miei genitori. Ero quello che si dice un buon partito>> – ricorda quasi con tenerezza la giovinetta di un tempo.
Che, ad un osservatore anche un tantino distratto, salta subito all’occhio il fatto che, evidentemente, in quell’immensa fila di pretendenti, sia riuscita a scegliersi il meno raccomandabile.
Voglio dire: gli occhi chiari e limpidi di sicuro li aveva anche da giovane.
Quell’aria un po’ snob è il suo marchio di fabbrica.
E anche il modo in cui piega le labbra a mo’ di bambina imbronciata.
Ma le rughe, solchi profondi che le hanno invaso quello che un tempo era un viso di porcellana.
E i vestiti, ben tenuti, ma evidentemente usati tantissimo.
Per non parlare delle mani, curate ma appartenenti ad una persona che, di certo, le usa per lavorare.
Magari in casa di signore ingioiellate.
Tutti questi particolari mi hanno fatto capire che, dei bei tempi andati, rimanevano soltanto i ricordi.

E quel famoso anello di smeraldi. Quello che lei custodisce gelosamente insieme ad altri gioielli di famiglia.
Ci ho pensato su tutta la settimana.
Non sono riuscita a levarmelo dalla testa.
Cercate di capirmi.
Non sono mai stata quella che si dice una bellezza.
Ma potevo contare su un cervello che funziona a dovere.
E sui miei occhi verdi come gli smeraldi.
Quell’anello mi chiamava, riuscivo a sentirne la voce.
Una sorta di sirena d’oro, che mi attirava verso di sé.
Dovevo impossessarmi di quel gioiello.
Ad ogni costo.

Oggi sono buona. Vi rivelerò un altro segreto: io ottengo SEMPRE quello che voglio.
Lo sa bene il mio defunto marito, quello che mi picchiava quotidianamente fino a che non otteneva le mance delle mie clienti.
Chissà che cosa ha provato, mangiando  il suo piatto preferito, che gli avevo cucinato così amorevolmente, con una piccola aggiunta di cianuro…
Se n’è andato contorcendosi dal dolore…ma velocemente…..”poverino”.
Lo sapeva bene anche il lattaio, che quella sera voleva a tutti i costi portarmi in quel vicoletto buio.
Se non ci fosse stato il mio fido, e assai pesante, arricciacapelli professionale, probabilmente non sarei qui a raccontarvelo.
Quando si dice i ferri del mestiere!
Lo sapeva bene anche Miss Dora, la proprietaria del salone di parrucchiere dove lavoro.
Sognava di smettere di lavorare per avere più tempo per godersi la sua villetta da sogno alle Baleari.
Dopotutto l’ho accontentata.
Ha smesso di lavorare.
In effetti le è anche venuto un attacco di cuore fulminante.
Diciamo che, più che fulminante, è stato leggermente manovrato dalla sottoscritta.
Dopo, ovviamente, aver fatto in modo di far firmare all’ignara vittima dei documenti con i quali mi lasciava la proprietà di negozio e villa.
Perchè sarebbe stato un peccato se nessuno li avesse più utilizzati, non vi pare?

E da ieri notte ne è consapevole anche la Signora Smith.
Un brutto incidente, sapete?
Le è caduto il phon nella vasca da bagno….mentre lei era intenta ad immergersi in una nuvola di preziosa schiuma.
Che fine terribile.
Anche Dodo è rimasto sconvolto….tanto che non si trova più in giro, poverino…

Insomma, ognuno di noi ha i suoi piccoli segreti, non credete?
A volte sono duri da tenere nascosti.
E’ per questo che cerco di alleggerire il peso della mia coscienza bevendo costoso champagne a bordo piscina.
Nella mia villetta alle Baleari.
Facendo risplendere al sole il mio meraviglioso anello di smeraldi.

E ora scusate.
Ma ho ospiti a cena…

(Story Credits by Silbietta dell’Interno105. Ringrazio infinitamente la polepole per aver suggerito la parola…e per aver condiviso le sue importanti rivelazioni con le amiche virtuali!)

Pensato da

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9 thoughts on “Writing Tuesday: Rivelazioni (234/365)

    • Sono io che ringrazio te!
      Ho iniziato il writing tuesday per darmi delle regole e una routine di scrittura.
      Che poi mi diverta pure quando invento queste storielle è un altro paio di maniche 🙂
      Partecipare non è obbligatorio…e poi, chissà, magari capita una parola che ti ispira e inizia anche tu…. 😉

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