Writing Tuesday: Mare (233/365)

(Ovvero: il recupero del post che non ho pubblicato la settimana scorsa….questa sera vi pubblico quello di questa settimana, non temete!!…o, temete, dipende dai casi!)

Quel mattino il mare era agitato.
Come quella volta che Janet aveva 10 anni.
Il giorno in cui suo padre morì.

<<Il mare è tutto>> – le ripeteva suo padre prima di partire con il peschereccio <<dobbiamo rispettarlo e fidarci di lui.>>

E, invece, come un traditore, quella volta si portò via la persona che per Janet contava di più.
Così, senza avvisare.
Insieme al piccolo peschereccio, sul quale tante volte, da piccola, aveva finto di essere la principessa dei pirati.

Negli anni successivi Janet aveva evitato di tornare al mare.
Si era trasferita in città con sua madre e il fratello maggiore.
Aveva un’avversione per il blu e per tutto quello che le poteva ricordare le spiagge, le onde, i gabbiani.
Persino il giallo del sole le andava di traverso.
Il verde, invece, era diventato il suo segno distintivo.

Si era convertita ai boschi, alle montagne, al freddo.
Quello stesso freddo che le era entrato nel cuore da quella maledetta mattina di settembre.

E poi, adulta, era diventata una solitaria.
Almeno fino a che non aveva conosciuto James.
Così solare, divertente, imprevedibile.
Un sole vivente.

Il gelo che le circondava il cuore si era piano piano sciolto.
E Janet aveva ricominciato a guardarsi intorno.
Trovando sempre, in ogni luogo James.

E l’amore.
Quello vero.
Quello che ci si può fidare sempre, senza paure.

Ci aveva messo un po’, Janet, ma alla fine aveva trovato il coraggio di tornare.
Ai luoghi della sua infanzia.
Alle spiagge nelle quali giocava a rincorrersi con suo fratello e con Bobo, il grande labrador di famiglia.
Al mare, tanto temuto eppure così presente nella sua vita.
Che lei non aveva mai dimenticato.

Come non poteva dimenticare il sorriso di suo padre.

Diede un ultimo sguardo alle onde che si infrangevano sugli scogli, si alzò, accarezzò il ventre gonfio e sussurrò:

<<Avevi ragione, papà: dovevo fidarmi del mare>>.

E si incamminò verso una nuova parte della sua vita.

(Story Credits by Silbietta dell’Interno105. Ringrazio la cara Angela per aver suggerito la parola che ha dato il via a tutto).
Pensato da

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