Il casellante (154/365)

Sono indietrissimo con la tabella di marcia del postaday.
Certo, ho quel minimo di “giustificazione”, viste le giornate piene di cose da fare degli ultimi tempi.
Ma penso proprio che questa sarà la settimana del recupero, in ogni senso.
La vita scorre tranquilla, abbastanza serena e con una virata verso il positivo.
Mi sto dando da fare nel far circolare il mio cv e quello del marito.
Sto preparando una sorta di “allenamento” per la Saruccia in vista dell’inizio della Scuola Primaria (e, magari, del famoso progetto mai rinchiuso nel cassetto), con esercitazioni durante le vacanze di scrittura, lettura….e inglese (ma tranquille: è una roba leggera, fatta per gioco e senza sforzi).
Sto frequentando (online s’intende) un paio di corsi per ampliare le mie possibilità lavorative.
Pulisco, lucido (anche un po’ troppo).
Leggo e, lo confesso, mi sono pure lasciata andare allo shopping libresco sfrenato (15 libri….vi prego, FERMATEMI!!!).
E mi sto liberando di un sacco di cose.
Ma non le butto: le rivendo.
Da oggetti diciamo così “fashion” a cose più prettamente ciapinose.
Sto svuotando casa.
Perchè, come dire? non si può mai sapere cosa succederà domani!!

Il libro con il quale inizio questa settimana afosissima è, ancora una volta, sotto il segno di Andrea Camilleri.
Che, ad occhio, so che mi accompagnerà per buona parte dell’estate (o, almeno, per tutto il mese di agosto….chi vuol capire….) 🙂

Il casellante, Andrea Camilleri

“Camilleri è il cronista – sottolinea S. S. Nigro – il favolista e il mitografo della comunità vigatese. Racconta di Minica e di suo marito. Della loro modesta vita nella solitaria casetta gialla, accanto a un pozzo e a un ulivo saraceno: in un paesaggio arcigno, blandito dal vicino mare e dalla luce”. Siamo in Sicilia, tra Vigata e Castelvetrano negli ultimi anni del fascismo. Lungo la linea ferroviaria che collega i paesi della costa fare il casellante è un privilegio non da poco: una casa, il pozzo, uno stipendio sicuro, ma la zona, alla vigilia dello sbarco alleato, si va animando di un via vai di militari e i fascisti, quasi presagendo la fine imminente, si fanno più sfrontati. A Nino Zarcuto, “trentino, beddro picciotto” è toccato un casello stretto tra la spiaggia e la linea ferrata. Si è sposato con Minica e aspettano, finalmente, un figlio. Il lavoro è poco, quindi c’è tempo per l’orto e per andare ogni tanto in paese dove Nino, appassionato di mandolino, può anche dilettarsi con l’amico Totò in qualche serenata improvvisata. Poi una notte, mentre Nino è in carcere, colpevole di avere ridotto le canzoni fasciste a marce e mazurche con chitarra e mandolino, un evento sconvolgente travolge la vita di Minica. Un romanzo in cui mito e storia si intrecciano in quello che Camilleri definisce il secondo romanzo – dopo “Maruzza Musumeci” di una “trilogia della metamorfosi”.

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4 thoughts on “Il casellante (154/365)

  1. Quando si dice il cambiamento è proprio nell’aria! Sto scrivendo anche io un post proprio sullo “svuotamento” di casa!
    Spiegami un po’ sta cosa che vendi ciò di cui vuoi disfarti…
    Per quanto riguarda i tuoi progetti, sai bene che ho iniziato a fare il tifo per te… ma da moooo!
    E per il postaday… stendiamo un velo pietoso!!! Ma in effetti le cose da fare sono talmente tante… (ecco va, mi sono data la scusetta ufficiale!)

    • Beh semplicemente, dal momento che ho accumulato negli anni tanta roba che alla fine non ho usato….mi affido a sant’ebay e buonanotte. 🙂

      • Devo assolutamente imparare… anche se, aspettare che qualcuno da ebay decida di comprare da te, rallenta terribilmente l’operazione di svuotamento e minimalizzazione…

        • Beh, diciamo che una settimana-10 giorni sono un tempo accettabile….se no, sai….
          se vivevamo all’estero avremmo potuto fare una bella garage sale…(ma nessuno ci vieta di farla pure a Roma, eh….troviamo un posto, facciamo i volantini e/o pubblicizziamo via blog/facciadilibro….qualcuno verrà…) 🙂

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