Il ghost writer (148/365)

“Nel momento in cui seppi come era morto McAra avrei dovuto alzare i tacchi e andarmene. Solo adesso me ne rendo conto.” Chi parla è un ghostwriter di professione. Cinico e con una buona dose di disincantato umorismo, abituato ad aver a che fare con star del rock al tramonto  e piccole celebrità, non esita ad accettare l’incarico di lavorare alle memorie del Primo ministro britannico uscente Adam Lang, memorie attesissime e scottanti. Per lui è una grande occasione, resa ancora più allettante da un compenso astronomico impossibile da rifiutare. Ben presto, però, il ghostwriter capisce di aver fatto un terribile errore. Qualcun altro si era già dedicato allo stesso progetto,  morendo in circostanze palesemente sospette solo qualche giorno prima. Ma ormai è troppo tardi: il controverso ex premier si rivela un personaggio con un passato pieno di segreti. Segreti che hanno il potere di uccidere…

 

La scorsa settimana è stata, dal punto di vista del blog, estremamente corta.
Mancanza cronica di tempo, anche poca voglia di scrivere.
Troppi pensieri, molti dei quali per nulla positivi.
E non mi andava di affollare il blog con la mia negatività.
Non che questa settimana sia migliore.
Il fatto di avere un pochino più di tempo per pensare è quasi peggio dello shock iniziale.
Perchè ti rendi conto del vuoto che ti si è creato intorno.
Perchè i colleghi che salutavi ogni mattina non li vedi più. E ti mancano. Anche quelli che ti stavano sulle balle.
Ti si scombussola la routine.
Ti ritrovi con 9 ore buone da riempire…che, per carità, hai voglia a cose da fare…
Ma la sensazione di smarrimento rimane.
Ed è accompagnata da un impercettibile pensiero che, forse, hanno ragione loro.
Che, dopotutto, non vali poi così tanto.
Che tutti quei giorni nei quali ti sei costretta ad andare a lavoro nonostante il solo pensiero ti facesse venire la nausea sono stati inutili.
Che il fare “la brava” e non dare fastidio non è stata una buona strategia.
Che l’essere discreta, leale, volenterosa alla fine, vale davvero così poco.

Mi sento un po’ un fantasma in questi giorni. Il fantasma di quello che avrei potuto essere e non sono.

E, forse, il libro che ho iniziato a leggere stamattina non è poi stato scelto così a caso.

Per fortuna che amo leggere.
Mi fa sentire meno sola.

Pensato da

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9 thoughts on “Il ghost writer (148/365)

    • mi sono resa conto solo dopo aver pigiato il tasto Publish che sto post in effetti è un po’ sul lagnoso andante.
      Grazie pole.
      Ogni tanto fa piacere sentirselo dire.
      Magari riesco a crederci di nuovo anch’io.
      Abbracci anche a te. 🙂

      • Sto spedendo la luuuuunghissima mail… magari in tre puntate ti arriva, eh?! 😉
        E sai, ogni tanto, se la lagna (piccola, eh) serve a star meglio… ben venga anche la lagna! (comunque dovresti leggere le mie di lagne, prima di pensare che questo post sia lagnoso…. ;))

  1. Amica mia, il blog è fatto apposta per gli sfoghi, che importanza ha se per un periodo saranno lagnosi o negativi. Chi ti legge ti conosce, e non saranno queste pagine a farci cambiare idea su di te.
    E’ nella vita reale che invece ci si sbraccia e si affrontano i problemi di petto. E tu amica (detto con sana invidia 🙂 di petto te ne intendi.

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