Cacao (146/365)

  « Le nuvole riempirono il cielo fino a che cominciò a cadere una pioggia pesante. Neanche un ritaglio di azzurro. Il vento scuoteva gli alberi e gli uomini seminudi rabbrividivano. Gocce d’acqua cadevano dalle foglie e scivolavano sui corpi. Solo i muli parevano non accorgersi della pioggia. Masticavano l’erba che cresceva davanti al magazzino. Nonostante il temporale la gente continuava a lavorare »

Ė la storia di un sergipano (abitante del Sergipe), che arriva a Ilhéus in cerca di lavoro. Vaga a lungo affamato ed impaurito per la città finché incontra una guardia di fronte al municipio che lo conduce in panetteria e gli regala un pane. Sarà la stessa persona, Roberto, che rincontrerà il giorno stesso e che, invitandolo in uno spaccio per mangiare una feijoada, incontra diversi uomini che erano seduti sul retro a mangiare e viene presentato ad uno di loro, il 98, che lo conduce da un certo colonel Misael che assumeva uomini per il lavoro nelle piantagioni. Con i soldi che i due nuovi amici gli procurano il giovane riesce a prendere il treno per Pirangi e, dopo un lungo viaggio, dove l’autore descrive con grande maestria cose e persone, il giovane arriva a destinazione e inizia il suo duro lavoro in compagnia di nuovi amici: il carpentiere Colodino, il mulatto João Grilo, il mulattiere Antônio Barriguinha, il negro Honório.
Ma ci sono anche i giorni di riposo e allora si fanno grandi bevute, specialmente di cachaça, si frequentano i bordelli, il dopolavoro, la lotteria e le ragazze, numerose protagoniste di questa storia così come lo sono i bambini che assumano sempre, nelle opere di Amado, un ruolo importante. Infine nascerà anche la coscienza di classe al quale seguirà un finale assolutamente autobiografico. (Fonte: Wikipedia).

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Lunedì di corsa questo.
Tra sindacato, ufficio di collocamento, pensieri sparsi sul futuro.
Il tutto condito dall’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici e da un caldo torrido che nemmeno a luglio inoltrato.
Tempo di tregue familiari, di riflessioni.
E di ripartenze.
E’ finito un periodo (lungo) della mia vita.
Ma hai voglia a quanta strada mi rimane ancora da percorrere.
E poco importa se non sarà tutta in discesa.
L’importante è scegliersi bene i compagni di viaggio. (e da quel punto di vista mi ritengo più che fortunata).

Ma oggi è lunedì.
Tempo di libri, di viaggi con la fantasia.
Questa settimana voglio iniziarla con la penna fantastica di uno dei miei autori preferiti e con uno dei primi romanzi che ha creato.

Perchè ora voglio scegliere di fare (e quindi anche di leggere) solo ciò che mi piace di più.

‘Cause I’m free.

Buon lunedì!

Pensato da

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4 thoughts on “Cacao (146/365)

  1. Oh Silbi ti auguro di cuore che la strada sia in salita e non sempre in discesa. Oggi è stato un altro brutto lunedì anche per me…e mi chiedo se mai le cose si sistemeranno, eppure non credo di chiedere molto come non lo chiedi tu…Per le letture leggo sempre e solo quello che mi piace, già spesso a scuola mi capitava di dover leggere libri che non mi piacevano, ora se qualcosa non mi piace, interrompo…In bocca al lupo!

  2. Ragazze grazie di cuore ancora!
    Mi prendo tutti i vostri auguri e me li tengo belli chiusi in un cassettino…pronti da tirare fuori al momento giusto.
    Un abbraccio!

  3. Quello che penso di tutta questa situazione devo ancora scrivertelo nero su bianco. E lo farò.
    Intanto passa da me a leggerti qualcosa che può far bene… 😉

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