Il terrazzino dei gerani timidi (93/365)

Il lunedì è sempre un po’ pesante per me, ma anche per il resto dell’umanità presumo.
E’ che proprio il fatto di ricominciare con la sveglia presto, il traffico, le cose da fare a lavoro, i figli da portare a scuola, i pranzi da preparare la sera prima è stancante.
Che poi, non so voi, ma il weekend difficilmente lo passo a pelle di leopardo sul divano: e fai le lavatrici, e stendile e stira i panni asciutti e pulisci e vai a fare la spesa.
Spesso mi ritrovo il lunedì mattina ad essere quasi più stanca del venerdì pomeriggio.
E allora cosa c’è di meglio che iniziare la giornata, e la settimana, con un nuovo libro da leggere?
Non so, ma a me da sempre la carica…e, infatti, il lunedì è il giorno che leggo di più rispetto al resto della settimana.
Sarà la novità del libro, il fatto di immergermi nel mondo dello scrittore di turno che mi da sempre quel brivido dell’ ignoto che mi fa incuriosire e accellerare la lettura.
E allora ho pensato che il mio lunedì blogghesco sarà sempre caratterizzato da un libro diverso.
Questa volta non potevo non citare questo libro.
E il motivo è di quelli piacevoli:
Da oggi iniziamo ufficialmente la lettura di questo romanzo nel primo GDL (Gruppo Di Lettura) dello ZeForum.
Io, vi dico la verità, mi sto tenendo molto per evitare di finirmelo in giornata…. 😀
Ma eccovi una sbirciata del romanzo.

Il terrazzino dei gerani timidi, Anna Marchesini

Per la bambina che attraversa le pagine del racconto, come per ogni bambino, le esperienze sono tutte prime volte, che si tratti di avvertire il frullo d’ali di una farfalla che trema dentro le sue dita e poi ruzzola a terra senza vita, oppure del timore permanente che anche la mamma farà come quella farfalla. La vita scoppia dentro la sua minuscola esistenza, la vita sì ma anche la morte, tuttavia le cose, le voci, le impressioni e le vite degli altri non si possono sentire nel tramestio quotidiano che scorre col tempo dell’orologio. La bambina che abita “II terrazzino dei gerani timidi” scopre piano piano che può ascoltarle nel silenzio immenso in cui annega quell’angolo di casa che si affaccia sui tetti, il luogo solitario che col tempo diventerà la sua stanza tutta per sé. Là dentro le sarà possibile riconoscere le invisibilità che corrono sotto la crosta del mondo e avvertire il turbamento che suscita in lei l’offerta della vita. Proprio quella bimba, cui la mamma ha insegnato a camminare sul dolore, in silenzio assisterà alla nascita del sogno e ancora per lei, seduta là dove solo regnano silenzio e piccioni, finalmente emergeranno, vita della vita, la poesia, gli scrittori, la letteratura e le parole dei libri, la scoperta che le vite sbucciate e naufragate, che nella realtà non fanno che nascondersi, che cessare di amare, invece nel sofisticato rammendo che l’arte è in grado di ricamarvi intorno, possono diventare esistenze immortali.

Pensato da

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One thought on “Il terrazzino dei gerani timidi (93/365)

  1. Come mi incuriosisce questo libro, ma purtroppo non mi è ancora arrivato…Io sto leggendo La vita è una crostata di frutta e mi piace molto…Buona lettura. P.s. il lunedì è dura riprendere soprattutto dopo che ieri siamo stati ad un pic-nic con un’amica svizzera e la sua famiglia…

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