Quel che il giorno deve alla notte (51/365)

Ricordate qualche tempo fa parlavo, in modo molto velato (ma non troppo) di quello che succedeva nel paese del marito?
Come avete potuto vedere anche voi, l’onda rivoluzionaria si è ampliata a macchia d’olio in un po’ tutti i paesi con un regime dittatoriale, o quasi.

Il che se da un lato può solo che fare piacere (perchè è evidente che, se sei in una situazione di sofferenza e hai paura di ribellarti e poi vedi che chi è più o meno nella tua stessa situazione si ribella e riesce pure a liberarsi dal dittatore beh…la forza di ribellarti viene pure a te..!), dall’altro non può che destare qualche preoccupazione.
Soprattutto per il “dopo”.
Ci sono paesi dove si lotta e i “padroni” di quei paesi sono in bilico…e altri, come la Libia, dove chi ha il potere non se ne vuole proprio andare.
Ecco.
“Mr. G” a me personalmente, fa paura.
Lui, che si fa baciare l’anello dal nostro “Mr. B”, manco fosse il Papa.
Che ogni volta che arriva in Italia pianta nel bel mezzo del centro storico quel tendone da circo, solo per fare i propri comodi con le amazzoni (e i suoi ospiti…)…salvo poi dormire altrove…
Lui che si sente tanto forte da minacciare l’Europa, se solo proverà ad intromettersi in quella che, da guerra civile, si sta trasformando in carneficina.
Lui che afferma che non se ne andrà mai via e che governerà fino alla morte.

Ci sarà una giustizia divina prima o poi, no???

Il libro di oggi lo dedico a tutti quei popoli che stanno lottando per la loro libertà.

Quel che il giorno deve alla notte, Yasmina Khadra

Algeria 1930: Younes ha solo nove anni quando viene abbandonato a una comunità benestante di provincia. Crescendo insieme ai giovani coloni francesi ne diventa compagno inseparabile. Finché un giorno non ritorna al villaggio Emilie, una ragazza splendida che metterà duramente alla prova la complicità fraterna dei quattro ragazzi, lacerati tra lealtà, egoismi e rancori che la guerra d’indipendenza contribuirà ad acuire enormemente. La rivolta algerina sarà per Younes tanto sanguinosa quanto fratricida. Si rifiuterà di lasciar distruggere i legami di un’amicizia eccezionale ma non accetterà mai nemmeno di rinunciare ai valori che suo padre gli aveva insegnato: l’orgoglio, il rispetto profondo per gli antenati e per i costumi del suo popolo, la fedeltà assoluta alla parola data. L’inconfondibile vena romanzesca di Yasmina Khadra illumina in modo magistrale e sconvolgente questo conflitto che ha visto combattersi due popoli innamorati del medesimo paese. La grande originalità di questa saga che si svolge tra il 1930 e i giorni nostri sta nella coraggiosa difesa di questa doppia cultura franco-algerina che la storia ha troppo spesso cercato di rinnegare.

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3 thoughts on “Quel che il giorno deve alla notte (51/365)

  1. Mr G non piace neanche a me, fa proprio paura…e spero con il cuore che prima o poi tutti i popoli abbiano la libertà che si meritano. Un abbraccio Silbi.

  2. Questa situazione mi mette molta angoscia, perchè povera gente è passata dalla padella alla brace per dirla spiccia, non riesco a vederne l’epilogo..

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