Povera Piccina (30/365)

Beat the Winter 2 - Stock Photo by Pulpdtp

E come ti sbagli?
Non mi prendo MAI un giorno di ferie a parte Natale ed estate, a meno che io non debba sbrigare qualche faccenda, solitamente di tipo burocratico.
E quando succede c’è sempre l’intoppo.
Perchè?
Beh io oggi sono a casa.
Il piano originale era quello di iscrivere finalmente la Saruccia alla scuola Primaria, ma anche di portarla a fare i vaccini.
Ebbene:
Saruccia è sotto le coperte stamattina….è da ieri notte che ha un febbrone che sale e scende.
Gli occhietti sono talmente lucidi e ridotti a due fessure che ha un aspetto molto orientale.
Ha due guanciotte rosse che nemmeno la Heidi dei tempi migliori.
E, ovviamente, vuole la mamma a distanza molto ravvicinata.
Il che, lo capite anche voi, rende la mia possibilità di movimento pari allo zero.
Meno male che il marito oggi si è preso un giorno di ferie.
Una volta tanto il suo essere apprensivo all’ennesima potenza ha dato i suoi frutti: ora in casa abbiamo un maggiordomo, una badante, una cameriera e, all’occorrenza un autista che portalaspesa/presental’iscrizioneascuola/faunsaltinoallaposta.
Per cui per una volta: Santo Marito!
E soprattutto povera Saruccia che sembra spenta. E spero che torni in vita come prima il più presto possibile.
Oggi, a dire la verità, non avevo idea di quale romanzo consigliarvi.
Poi ho fatto il mio solito giretto d’ispezione su zebuk, ho letto la recensione della polly e ho deciso di citarla anche di qua, perchè merita.

Povera Piccina, Patrick Dennis

Se siete fra quanti ritengono che la partenza di zia Mame per l’India abbia ingiustamente sottratto alla vostra vita l’indispensabile correttivo di gag, frasi celebri e alzate d’ingegno, allora siete pronti per incontrare una sua sorella immaginaria, una ragazza di cui persino Mame – accusabile di tutto, ma non di ossequio al comune senso del pudore – avrebbe parlato con imbarazzo: Belle Schlumpfert. Belle nasce a Venezuela, nell’Illinois, da una madre troppo impegnata a far carriera presso la casa di Madam Louise per mettere su una famiglia come si deve. Che cosa quella “casa” sia, naturalmente, il lettore è libero di immaginarlo, ma nell’inattendibile, incontenibile, travolgente racconto di Belle è solo una dimora di artiste dove la piccina scoprirà una precoce, ma non per questo meno temibile, vocazione per lo spettacolo in ogni sua forma conosciuta. Una vocazione che Belle porterà alle sue estreme conseguenze, demolendo con la coerenza stilistica del suo coetaneo Ed Wood, e la grazia imperdonabile di Hrundi V. Bakshi in Hollywood Party, ogni commedia, film o varietà televisivo in cui le capiterà di comparire. “Povera piccina” è una meravigliosa macchina comica a cielo aperto, che suscita anche solo in chi lo sfoglia le reazioni migliori, cioè le più sgangherate, mentre a chi lo legge istilla una strana tentazione, cui lo stesso Dennis finì per cedere: quella di passare al di là dello specchio e intrufolarsi, pazienza se in un ruolo di contorno, in una pagina qualsiasi del racconto.

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7 thoughts on “Povera Piccina (30/365)

  1. Povera Saruccia!!!
    Dalle un baciottolo a distanza da parte nostra…

    p.s.: quel maggiordomo che fa un salto alla posta, non so perché, ma LO ADORO!!! 😉

    Un abbraccio, polepole

    • In confidenza: Quel maggiordomo lo adoro anch’io!! 😀 (missione compiuta!!)

      Grassie….le vado a dare un abbraccio da parte tua!! 🙂

  2. O mamma, povera stella!
    Dalle un baciotto da parte mia e vedrai che passa presto!!!
    Se sale tanto c’è sempre santa tachipirina!
    Un abbraccio ed un complimento per il fantastico marito.

  3. E’ sempre così quando si fanno progetti saltano sempre. Un abbraccio alla Saretta anche da parte mia e spero che oggi stia un pò meglio.

  4. Grazie ragazze!
    Effettivamente oggi sta un pochino meglio ma è ancora a casa perchè, ogni tanto, la febbre torna (anche se ha solo qualche linea).

  5. E così anche voi dell’interno siete caduti nel circolo degli influenzati! L’importante è cmq che non si ammali mai il maggiordomo…. Gli uomini malati sono un castigo divino! Dai un bacio alla vitellina.

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