Il mio posto nel mondo (28/365)

"Keyboard" - Stock Photo by blary54

Oggi è lunedì e, come sempre accade all’inizio della settimana, sono abbastanza riflessiva.
Sarà che il weekend mi riposo, mi rilasso e mi sono ripromessa di non lasciarmelo mai rovinare da pensieri poco piacevoli…per cui evito semplicemente di pensare!
Diciamo che, per ora, questa specie di “cura dell’allegria” sta funzionando.
Poi ricomincia la settimana e il mio thinking mode si riassesta implacabile sull’ ON.
Sono tarata così, che ci volete fare…
Dicevo, stamattina pensavo.
Alla mia situazione lavorativa soprattutto, al fatto che, vuoi o non vuoi, sono soltanto un numero in un ingranaggio davvero grande.
Ma questo è un discorso che possono fare tante persone che conosco e che lavorano per grandi aziende.
Il mio pensiero stamattina ha preso una direzione inaspettata.
Ed è successo mentre salivo le scale per andare al piano superiore a portare dei documenti all’Ufficio Legale.
Ci sono due parole per definire il primo piano: Asettico e Glaciale.
Ma con glaciale intendo che fa sul serio un freddo cane lassù!
E mentre scendevo le scale, ansiosa di tornare coi piedi a terra e al calduccio del nostro ufficio che ho pensato a quanto questa cosa somigliasse alla vita reale.
Di solito chi ha potere tende ad essere anche più freddo, senza dubbio meno sentimentale e più pratico.
E mi sono chiesta se il mio antico sogno di fare carriera avesse davvero un senso. O meglio: è davvero così che vorrei essere?
La risposta, da inguaribile sentimentale (ma anche da freddolosa senza speranza!) è stata un bel NO.
Non mi interessa nulla di fare carriera se l’arrivare in alto presuppone l’essere qualcosa che non mi rappresenta.
E se questo vuol dire non percepire mai uno stipendio con parecchi zeri, ma continuare a sentire quel calore e quella soddisfazione nel portare a termine un lavoro beh…io scelgo decisamente l’ultima opzione!

Il libro di oggi è un romanzo drammatico.
Perchè si, sto imparando ad essere felice…ma se, ogni tanto, non mi faccio un pianto, alla fine, non sono totalmente soddisfatta!!

Il mio posto nel mondo, Douglas Kennedy

Molti anni e molte vite dopo, Jane è docente universitaria a Boston e s’innamora di Theo, un uomo brillante ed eccentrico. Insieme, hanno una splendida bambina e, con sorpresa, lei scopre tutta la dolcezza e la meraviglia di essere madre… Finché una tragedia irreparabile manda in pezzi la sua esistenza. Devastata e sconvolta, Jane ormai desidera solo una cosa: dire addio al mondo. Paradossalmente, il caso di una ragazzina scomparsa le offre una via d’uscita, una sorta di personale redenzione che l’allontana dall’orlo del baratro. Impegnata in una ricerca quasi ossessiva, si trova infine di fronte alla più crudele delle scelte: restare nell’ombra o rivelare una lacerante verità… Il mio posto nel mondo è la storia appassionante di una donna che tenta di sopravvivere ai colpi inferti dalla sorte e, insieme, l’affresco pungente e realistico di una certa America e del nostro attuale modo di vivere.

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2 thoughts on “Il mio posto nel mondo (28/365)

  1. Ciao Cara,
    in tutto quello che ho letto non voglio darti una risposta al problema – anche perchè “chi ha mai avuto la risposta in tasca?” – semplicemente mi limito ad ispirarti. E’ un termine che ricorre spesso per i libri e per la scrittura, ma prima di tutto in noi. Comincia ad ascoltarti, e a ricercare quello di cui hai bisogno. Anche di una piccola corsetta al parco. Vedrai che pian piano ti allontanerai da queste sensazioni.

    Buon fine giornata,
    Flavia Altomonte

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