Quello era l’anno (25/365)

"Audio Cassette Template" - Stock Photo by fedek6

Vi capita mai di ripensare a cose successe qualche anno fa?
A me, personalmente, succede spessissimo.
Forse perchè sono una persona taaaanto sentimentale.
Forse perchè, soprattutto quando il presente sembra arrancare e offrire davvero poche alternative, guardarsi indietro (con un pizzico di nostalgia), ci fa quasi rimpiangere quei giorni.
Come direbbe mia mamma (ma anche i miei nonni): “Ai miei tempi si stava meglio!”.
Ecco.
Mi sto rendendo conto sempre di più, soprattutto dopo aver guardato il telegiornale, che mi sto trasformando in un clone dei mie parenti.
Soprattutto quando le notizie sono piene di bambini di pochi mesi pestati a sangue (e spesso uccisi) da chi, invece, dovrebbe difenderli a spada tratta contro tutto e tutti.
Ok, ok. Ai miei tempi non eravamo comunque esenti da violenza e, magari, quando c’era, si teneva ben nascosta.
Ma sempre ai miei tempi un genitore non era terrorizzato dal mandare i figli a giocare fuori.
Perchè tornavano sempre sani e salvi a casa.
Possibile che, oltre alle incertezze su chi ci governa, ci debbano essere anche queste paure ad accompagnarci nel quotidiano?
Mi rendo conto che il discorso sta toccando delle corde un po’ difficili da districare….e correrei il rischio di sembrare alquanto retorica.
Magari, su certi argomenti, ci ritorno su, con più calma, in post dedicati e scritti con il dovuto impegno.
E mi scuso se i miei ultimi interventi possono sembrare un pochino troppo seriosi.
E’ che, ogni tanto, anche le silbiette pensano! 🙂
Il libro di oggi, sempre parlando di  Scrittori Americani, è di uno di quegli autori che mi piacciono tanto (lui ha scritto  Mystic River e Shutter Island)…un po’ “da paura”…che ogni tanto, ci vuole!

 

Quello era l’anno, Dennis Lehane

Luther Laurence è nero, viene dall’Oklahoma, cuore dell’America razzista, e è in fuga perché ha ucciso un uomo. Danny Coughlin è bianco, di origini irlandesi, figlio di un capitano di polizia molto stimato a Boston. E è lì che si incontrano, nella città che, nel 1918, è un crocevia di idee e nazionalità diverse. Anarchici italiani, rivoluzionari russi, immigranti a caccia di lavoro, mafiosi ante litteram in lotta per la supremazia nel crimine organizzato. Un contesto carico di fermenti, che esploderanno in una serie di attentati e nel primo sciopero nazionale delle forze di polizia. La loro insolita amicizia, avversata dalla famiglia di Danny e da molti dei compagni di lavoro del padre, sarà la forza che riuscirà a salvarli dall’incombere degli eventi. Sullo sfondo, un cast di personaggi: la giovane irlandese di cui Danny è perdutamente innamorato, la famiglia nera pronta a tutto per difendere la vita di Luther, il poliziotto cattivo e privo di scrupoli deciso a incastrarlo.

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One thought on “Quello era l’anno (25/365)

  1. Capita spesso anche a me di pensare al passato con molta nostalgia…e concordo con quello che dici, le paure diventano maggiori. Ci sono mamme nella scuola di mio figlio che abitando anche distante, fanno tornare a casa da soli i bambini da scuola, io questo non riesco a farlo, a nove anni mi sembrano davvero troppo piccoli. Quanti pericoli ci sono la fuori!!!

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