Il profumo delle foglie di limone (20/365)

Il sottotitolo di questo post potrebbe essere “dietro le quinte di un’intervista telefonica molto fuori dal comune”.
Volete sapere il perchè?
Allora partiamo dal principio: la Garzanti mi chiama per avvisarmi che mi sta inviando il romanzo di Clara Sanchez.
Io lo leggo in un giorno e mezzo (è bello, intenso, drammatico al punto giusto e parla di uno di quegli argomenti che ti lasciano in bilico tra il voler sapere e il non ce la faccio: l’Olocausto) e lo recensisco.
Poi c’è l’intervista, che è stata pubblicata oggi su zebuk.
Un appuntamento telefonico poi rimandato al giorno dopo per cause di forza maggiore.
La sera dell’intervista, martedì scorso, esco prestissimo da lavoro…e incappo in una serie di ritardi dei mezzi pubblici da far gridare alla congiura…
Arrivo finalmente a casa, di corsa, mi butto verso il bagno, bevo una mezza litrata di acqua, prendo il blocco con le domande, il registratore, spedisco la saruccia in camera sua pregandola di fare silenzio e mi rintano in camera da letto, con la porta chiusa ad aspettare la chiamata….(manco fossi un prete..!).
E poi finalmente sono in contatto con la traduttrice. Faccio per mettere il vivavoce….e NON FUNZIONA!
E passo tutta l’intervista a tenere il registratore incollato alla cornetta…mentre la Saruccia decide che è giunta l’ora di allenare la sua ugola….
In pratica: riascoltando la registrazione sentivo mia figlia cantare in modo squillante….e la traduttrice dall’oltretomba (e, lo confesso, un paio di domande non sono proprio riuscita a codificarle….).
Per cui, in attesa della prossima intervista telefonica comprerò un telefono nuovo con un vivavoce normale….
Bene…disavventure a parte, la faticaccia valeva eccome.
Se avete la possibilità di leggere questo libro, fatelo.
E’ un’esperienza forte. Ma credo che certe cose si debbano affrontare.

Il profumo delle foglie di limone, Clara Sanchez

Spagna, Costa Blanca. Il sole è ancora molto caldo nonostante sia già settembre inoltrato. Per le strade non c’è nessuno, e l’aria è pervasa da un intenso profumo di limoni che arriva fino al mare. È qui che Sandra, trentenne in crisi, ha cercato rifugio: non ha un lavoro, è in rotta con i genitori, è incinta di un uomo che non è sicura di amare. È confusa e si sente sola, ed è alla disperata ricerca di una bussola per la sua vita. Fino al giorno in cui non incontra occhi comprensivi e gentili: si tratta di Fredrik e Karin Christensen, una coppia di amabili vecchietti. Sono come i nonni che non ha mai avuto. Momento dopo momento, le regalano una tenera amicizia, le presentano persone affascinanti, come Alberto, e la accolgo nella grande villa circondata da splendidi fiori. Un paradiso. Ma in realtà si tratta dell’inferno. Perché Fredrik e Karin sono criminali nazisti. Si sono distinti per la loro ferocia e ora, dietro il loro sguardo pacifico, covano il sogno di ricominciare. Lo sa bene Julian, scampato al campo di concentramento di Mathausen, che da giorni segue i loro movimenti passo dopo passo. Ora, forse, può smascherarli e Sandra è l’unica in grado di aiutarlo. Non è facile convincerla della verità. Eppure, dopo un primo momento di incredulità, la donna comincia a guardarli con occhi diversi. Adesso Sandra l’ha capito: lei e il suo piccolo rischiano molto. Ma non importa. Perché tutti devono sapere. Perché ciò che è successo non cada nell’oblio.

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7 thoughts on “Il profumo delle foglie di limone (20/365)

  1. Poteva succedere anche a me, ti ricordi la conferenza su skype? Mille voci di bambine, le nostre figlie, che si inserivano nel mezzo di una riunione “editoriale”….uh, son cose belle!!!

    • E che non me la ricordo lu?
      Con sara in mutande che mi si è presentata con tutti i vestiti presi dall’armadio e appallottolati che diceva: Mamma quale mi metto??

  2. primo commento lasciato su wordpress …

    sono nellimbranamento piu’ assoluto arrivando da splinder …

    ciao …. mi trovi se vuoi lasciare il primo commento sul blog – grazie

  3. Dimmi almeno che questi non hanno progetti sul nascituro.. Uff, ho letto anche la recensione su zebuk e le tue ultime frasi non mi lasciano molte speranze!

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