Fiabe lunghe un sorriso (19/365)

"Fun Painting 2" - Stock Photo by lusi

Per il mio post di oggi, prendo a prestito uno dei tanti meravigliosi titoli usciti fuori dal cappello magico di Gianni Rodari.
Perchè?
E’ abbastanza semplice.
Ma visto che sono una tipa complicata ve lo spiego dal principio…
Qualche giorno fa ho letto un post di Caia. L’argomento è di quelli “spinosi”, almeno per noi mamme: la tv ai nostri figli, si o no?
La Saruccia, fino ai due anni, due anni e mezzo, aveva un rapporto molto saltuario con la tv.
Poi è cresciuta pure lei, ha iniziato a sentire di cosa parlavano le sue amichette ed è diventata curiosa.
Diciamo che siamo stati abbastanza bravi da non tenerla appiccicata alla tv tutto il giorno…nonostante ne avesse una anche nella sua cameretta (e ora lo so, le mamme quelle brave e non assassine come me, rabbrividiranno).
Il fatto è che io, a differenza di quanto dice Caia, la tv l’ho sempre guardata molto. Ma, attenzione: guardarla molto non vuol dire che mi metto a vedere TUTTO. Faccio la mia selezione rigorosa…che la spazzatura va nel cestino semmai…
In alcuni casi ho tentato di dare una valenza educativa alla tv che guarda mia figlia.
E, infatti, spesso, le faccio guardare i cartoni in inglese. Lei si diverte, balla con le canzoncine e, ogni tanto, riconosce qualche parolina qua e la.
Ora il mio “problema” è che, pensando al momento in cui andrà alle scuole elementari, dovremo ancora di più ridurre i momenti di tv in orari ben precisi (hai visto mai che le danno i compiti a casa…quando li fa?).
Ed ecco che ieri sera lei voleva guardare un pochino di tv prima di dormire (che io sono tanto contraria, ma suo padre è riuscito ad abituarla a vedere la tv a letto). E io ho deciso di prendere la situazione in mano.
Cosa mi sono inventata?
Semplice: in quella mezz’ora prima della nanna io e la Saruccia ce ne staremo sul divano a chiacchierare. Ma non a spettegolare, no.
Inventeremo storie.
Durante la settimana creiamo la storia, sera dopo sera. Nel weekend, mamma la scrive e Saruccia la disegna.
Lo scopo è quello di avere una piccola serie di libricini fatti da noi.
E, chissà che, magari, un giorno non pubblicheremo anche noi le nostre personali Fiabe dell’Interno. 🙂

Fiabe lunghe un sorriso, Gianni Rodari

Grazie a Gianni Rodari la letteratura per l’infanzia è stata sottratta al limbo di una produzione minore e restituita, nella sua affascinante complessità, alla storia della letteratura e a quella della pedagogia; il percorso dello scrittore di Omegna non si configura, però, come accomodante itinerario nei luoghi letterari dell’ironia, del paradosso e ancor meno si caratterizza come sentiero tutto interno all’attivismo pedagogico italiano, ma assume via via i segni della contemporaneità, dell’inquietudine, della tensione morale, della coraggiosa protesta civile. L’umorismo dell’assurdo, il gioco della dissacrazione dei luoghi comuni, gli stravolgimenti del linguaggio altro non sono che l’invito reiterato a liberarci dagli schemi, dai pregiudizi, dal conformismo per guardare più lontano; in un momento storico in cui i punti di riferimento morali e civili sembrano smarriti i libri di Rodari ci indicano, anche al di là della felice invenzione e del piacere della lettura, le strade della tolleranza, le vie dell’amicizia sulle quali converrà incamminarci se vogliamo ancora scommettere sul futuro delle nuove generazioni. Età di lettura:da 6 anni.

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7 thoughts on “Fiabe lunghe un sorriso (19/365)

  1. Bella idea quella delle storie. Io non amo la tv e la guardo pochissimo, preferisco leggere la sera quando ho un pò di sonno. I miei figli la guardano poco pure, anche loro ce l’hanno in camera, ma più che altro per giocare con la play perchè altrimenti in soggiorno sarebbe un caos. Invece il maritino la vede spesso e volentieri, anche se se ne lamenta spesso. Io invece con Luigi la sera leggiamo qualche libro insieme. Ora stiamo leggendo le fiabe arabe.

  2. ma sai che questa cosa delle storie la facciamo anche io e Omar? Ci mettiamo a letto vicini e inventiamo una storia con le dita. E le dita camminano sul cuscino e parlano fra loro. Due dita ciascuno, come le gambe di un personaggio. Proprio l’altra sera gli ho ricreato la cicala e la formica e lui era divertito e interessato.

  3. Ciao, sono katia,
    poco fa stavamo parlando di cavoli e broccoli assieme a mamma felice e adesso mi è venuta la smania di conoscerti meglio e di venire a curiosare nel tuo blog e meraviglia delle meraviglie trovo un post dedicato a Gianni Rodari un autore a me molto caro ma purtroppo oggi da pochi conosciuto se non dagli addetti ai lavori.
    Pensa oggi nel mio sperduto paesello del Friuli arriva un docente universitario dall’Università degli Studi di Udine a parlare del mito della mia infanzia e io non posso andarci!!! C’è scuole aperte e devo andarci visto che la mia principessa a settembre frequenterà il primo anno della scuola primaria…
    Appena rintro ti faccio sapere…
    Ps: per ora ho visto solo qualche cosa ma mi pare già tutto molto bello ed interessante!!!

    • Grazie katia! 🙂
      Rodari è sempre piaciuto tanto anche a me.

      A proposito di broccoli e cavoli vari: ho appena finito di mangiare gli gnocchetti che ho fatto appena tornata da lavoro…sono spettacolari!! 😉

      • Vedo con piacere che c’è qualcuno davanti al pc anche a quest’ora…
        Noi scaldato la cena che avevo già preparato prima di affrontare la riunione per la scuola…
        mamma mia, mi sono saltati i nervi, sapevo che la scuola pubblica non era messa bene ma sentire che la scelta delle 27 ore settimanali non garantisce un’adeguata preparazione ai nostri figli… questo no, non lo sopporto proprio, visto che poi la motivazione è spingere i genitori verso il tempo pieno per avere il sabato libero e più insegnanti a disposizione!!! speriamo che in seguito, una volta che i genitori hanno fatto la loro scelta consapevole, si riesca ad avere un dialogo costruttivo con il corpo docente… aiuto!!!!

        • Guarda io con la scuola mi sto scontrando…
          Per orari di lavoro abbastanza lunghi io sono costretta ad optare per il tempo pieno…ma da me il problema è che, la scuola non ha sufficienti classi a tempo pieno (però hanno le lavagne multimediali….come spendere male i soldi a disposizione insomma…).
          Se avessi la possibilità chiederei il part time e non le farei fare il tempo pieno..
          Però mi domando: se i bambini fanno il tempo pieno gli garantisci la giusta educazione…ma i bambini, il pomeriggio, quanto apprendono rispettto alla mattina?

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