Viaggiare è il mio peccato (12/365)

"Luggage Anyone?" - Stock Photo by lindajd

C’è poco da fare. E’ gennaio.
Il periodo migliore dell’anno per darsi buoni propositi.
E io me li sto snocciolando uno dietro l’altro, giorno dopo giorno. Per tenermeli fissi nella memoria, per scrivermeli nero su bianco, in modo indelebile…e rileggermeli dopo qualche tempo per capire quanto li sto portando a termine.
E dunque, dopo il proposito di scrivere sul blog ogni giorno (e quello è palese), dopo il desiderio di vivere con più lentezza la mia vita, di riprendere gli studi, di portare a termine la dieta (già già) ce n’è uno che voglio coltivare con tutta me stessa: viaggiare.
Eh, si, la fai facile! direte voi.
In realtà non è che aspiro a fare viaggi iper lontani o impossibili (tranne in un caso…ma non dico nulla fino a che non ne sono assolutissimamente certa, ecco!).
E’ che, ripensando agli anni passati, alle mie crisi personali, al modo negativo con cui ho affrontato le mie giornate, mi sono resa conto di essere rimasta per troppo tempo a piangermi addosso, togliendomi anche una buona fetta di curiosità per quello che mi circondava.
Per farla breve…mi impegno solennemente (hehehe) ad organizzarmi ALMENO 4 weekend nei dintorni.
Poi l’estate….e le vacanze di Natale.
Insomma, 6 fughe, brevi, media e medio lunga che voglio concedere a me e la mia famiglia.
Per ritrovare la positività, per coltivarmi gli affetti, per ritornare a guardare con occhi curiosi il mondo.
E perchè, cavolo, non può sempre piovere, no?
Il libro che consiglio oggi (e che ho già messo nel carrello degli acquisti di Amazon) è della regina dei gialli, Agatha Christie…ma stavolta si tratta di una memoria di viaggi…per iniziare a sognare e progettare le mie minifughe! 😉

Viaggiare è il mio peccato, Agatha Christie

Nel 1930 Aghata Christie, già celebre scrittrice, sposava in seconde nozze il giovane archeologo Max Mallowan, decisa a seguire il marito nelle sue spedizioni in Paesi come la Siria o l’Iraq. Nacque così questo libro di memorie, un resoconto di viaggi ironico e autoironico, candido e malizioso, discreto e sincero in cui l’autrice rievoca avventure e disavventure di una tranquilla signora della buona borghesia inglese.

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5 pensieri su “Viaggiare è il mio peccato (12/365)

  1. Senti… io mi prenoterei per un week end ai Castelli… sono nei tuoi dintorni e se vuoi potremmo fare anche uno scambio culturale: in cambio ti offro… uhm, diciamo le colline lucchesi, la Garfagnana, il vino, la zuppa alla frantoiana e la torta coi becchi!
    Che dici?

    ;-))

  2. Questo è un ottimo proposito e piacerebbe molto anche a me. In effetti da quando c’è sta maledetta crisi abbiamo dovuto viaggiare meno e ridurre anche i w.e. fuori porta e chissà che con questo nuovo anno le cose cambino…Sai che da ragazzina divoravo i libri di Aghata.

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