Novelle per un anno (2/365)

Ecco. Dopo le abbuffate dei giorni scorsi possiamo considerare la giornata odierna come il vero inizio d’anno.
Ogni volta che mi ritrovo a cominciare un anno nuovo mi sento sempre in fibrillazione.
Sarà che è come trovarsi davanti ad un quaderno pieno di pagine bianche.
E mai come quest’anno voglio considerarlo tale.
Ecco anche il perchè della scelta del libro.
Mi piace pensare che ogni giorno di questo 2011 possa consentirmi di scrivere una storia nuova, una piccola novella.
E lo spero per due motivi: il primo è che questa cosa vorrebbe dire che avrò sempre qualcosa da raccontare (e, quindi, significherebbe che la mia vita, in fondo, non è poi così vuota o insignificante…o, meglio, che IO non voglio che sia insignificante…diciamolo!!).
Il secondo motivo è un tantino più di buon auspicio. E riguarda il mio corso di scrittura.
Dal momento che l’ho iniziato, sarebbe carino trovare ogni giorno un’ispirazione diversa per scrivere, magari inventare una storia breve….sarebbe un ottimo allenamento, non trovate?
Ed ecco che, allora, quest’oggi mi va di augurare (visto che siamo ancora in atmosfera da festeggiamenti) a tutti voi di scrivere la vostra storia quotidiana in questo 2011.

E che l’avventura sia con voi!!

Novelle per un anno, Pirandello

Pirandello scrisse le Novelle per un anno in seguito ad un contratto che stipulò con il Corriere della sera, giornale col quale s’impegnò a scriverne una al giorno per un intero anno. Il motivo era ovviamente economico.
Pirandello non portò completamente a termine il lavoro: le novelle pubblicate in vita (1922) furono, infatti, 241 su un totale di 365. Altre 15 furono pubblicate postume (per un totale di 256).
Molto spesso, le novelle pirandelliane rappresentano il primo abbozzo per riprendere poi trame e personaggi nei contesti più ampi dei suoi romanzi e dei suoi pezzi di teatro. Accade così che la novella ed il pezzo di teatro finiscano per avere lo stesso titolo (come ad esempio nella Giara). L’insieme delle novelle contiene nella loro esemplarità sostanziale e sintetica tutti i temi dei romanzi e delle opere teatrali e anche di quello che oggi viene definito l’ultimo Pirandello, vicino alla lucida interpretazione de I giganti della montagna. È quest’ultimo un Pirandello che ripropone lo scetticismo-relativismo con una visione meno spietata e confortata quasi da una fede verso un “oltre” non meglio identificato. (Fonte: Wikipedia)

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