Allo scoperto

Proviamoci almeno…..

Diciamo che quest’ultimo periodo, disavventure e malattia a parte, è stato abbastanza duro per me, sotto molti punti di vista.
Sarà che dopo tanti anni che stringevo i denti e mi facevo forza è arrivato il momento di debolezza.
Dopotutto, sono un essere umano.
Ho pensato a lungo alla causa scatenante e forse so da dove è iniziato tutto.
C’è stato un avvenimento dello scorso anno che mi ha scosso in maniera forte.
E che mi sono portata dietro come un fardello invisibile, accumulandolo ad altro stress, ad altre tensioni, altre delusioni.
E alla fine, tra ottobre e novembre sono crollata.
E ho iniziato a soffrire di attacchi di panico.
Che arrivavano puntuali la sera prima di andare a dormire o al mattino appena sveglia.
Conviverci non è stato semplice.
Ancor meno lo è stato parlarne con il mio medico, anche se sapevo benissimo che questo tipo di problema deve essere affrontato parlandone. Che già partendo da li ci si sente meno in gabbia.
Un po’ mi ci sentivo.
Soprattutto, era il senso di soffocamento che non mi abbandonava mai.
L’unica cosa che non sono riuscita a fare, e il dottore spero mi perdoni, è stato prendere gli ansiolitici.
Non ce l’ho fatta.
Troppo il timore di restarne schiava.
Forse schiava è un parolone.
Ma rende l’idea.
E mi sono tenuta gli attacchi di panico ma ho cercato di affrontarli con un sentimento diverso.
A Natale ero convinta di aver superato buona parte del mio problema.
Ma a gennaio, come un folletto dispettoso, è tornato alla ribalta.
E ho continuato a litigarci.
Quello che mi aiuta tanto è parlare con mio marito.
Lui non comprende fino in fondo come mi sento, ma mi ascolta, e tanto.
E a modo suo mi fa capire che mi è vicino sempre e comunque.
Tutto quello che ho passato nei mesi scorsi mi ha fatto capire che devo parlare dei miei problemi.
Perchè anche solo parlarne mi può aiutare a sentirmi più leggera.
E magari mettendoli nero su bianco finalmente riuscirò a farli tornare da dove sono venuti.

Se non ho scritto nulla prima è stato principalmente per pudore.
Ma anche perchè il blog l’ho concepito come il luogo dove rifugiarmi sempre, anche quando mi sento giù.
Ed è per questo che gran parte di quello che scrivo mi ricorda episodi felici della mia vita.

Perdonate la lunghezza di questo post, ma a volte il diario segreto si deve usare come sfogo.
E io così ho fatto.

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